November 8, 2009 by prupitto24
Sia le modalita’ operative che la connotazione ideologica del comitato pandora non possono non suscitare il nostro interesse.Composta da discenti provenienti dal Liceo Giovio e dalla Teresa Ciceri (fonte:La Provincia 24 ottobre 2009) e’ stato in grado di mobilitare-nel mese di ottobre- un centinaio di studenti contro alcuni provvedimenti della riforma Gelmini ritenuti lesivi e dannosi per la scuola pubblica.Sotto il profilo ideologico il sito del comitato e’ indubbiamente illuminate perche’ sgombra il campo da qualsivoglia equivoco di presunta neutralita’ politica.Sia sufficiente sottolineare-a tale riguardo- l’articolo della Stefanoni-insegnante precaria-e membro di Alternativa comunista (“una formazione fondata nel 2007 da esponenti trotskisti fuoriusciti dal Prc dopo l’alleanza col centrosinistra alle politiche del 2006”,L’Espresso 9 aprile 2008 ),la difesa dell’Ezln di Marcos,il sostegno alle tesi della pubblicazione on line Operai contro,l’esigenza di fondare a Como un Centro sociale,l’esposizione ai lettori del sito dell’anarcomutualismo kropotkiniano e proudhoniano e la sponsorizzazione delle iniziative del Cox di Milano.Inoltre e’ estremamente significativo- in primo luogo- che il Comitato si appoggi all’Arci di Como(come indicato dal sito http://comitato.pandora.over-blog.it/pages/1_VOLANTINO_CAP-1293163.html) – associazione questa strettamente legate al Pd e alla Cgil e sul sito della quale sono linkati sia il Coordinamento della pace che Ecoinformazioni-e in secondo luogo altrettanto significativo che il Comitato pandora abbia inserito fra i link del proprio sito quello del Coordinamento della pace –a sua volta legato all’Arci e a Ecoinformazioni (il cui comitato editoriale si trova presso la sede dell’Arci e il cui link e’ indicato nel sito di Paco)- ,quello di Indymedia e di Social Press .Ebbene,alla luce di questi riferimenti incrociati frutto di una semplice analisi di fonti aperte,ci domandiamo se realmente il comitato sia autonomo o etero diretto e soprattutto non possiamo esimerci dal chiederci se vi siano coinvolti docenti di Como e provincia e a quale livello partecipino –direttivo e/o organizzativo-alle attivita’ del Comitato.
Gagliano Giuseppe
Tags: arci, cgil, como, coordinamento della pace, ecoinformazioni, paco
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September 9, 2009 by prupitto24
Nonostante non sia possibile dare conto analiticamente di tutti I contributi degli autorevoli relatori,e’ tuttavia possibile -seppure sinteticamente-formulare alcune considerazioni di indubbia rilevanza in relazione alla guerra di Algeria.
In primo luogo,l’iniziale assenza da parte francese di una spirito interarma fu superata a partire dal 1959 grazie alla leadership di Bigeard -che fu in grado di amalgamare le unita’ francesi- e grazie al Col.Ruyssen con la realizzazione del CROGG la prima struttura integrata di intelligence che permise al potere militare francese di superare la rivalita’ tra la DST diretta da Pontal e del SDCE coordinata da Germain,struttura interarma I cui benefci furono tuttavia ben presto vanificati con la proliferazione di strumenti di intelligence quali la SAS del Gen.Parlange,il BEL e il COBR.In secondo luogo,benche’ inizialmente la reazione francese alle nuove modalita’ di guerra sovversiva si fosse rivelata lenta e tardiva-come sottolineato nel 1955 dal console brittanico Irving-ben presto il potere militare fu in grado di reagire-come indicato dall’ambasciatore brittanico Jebb- attraverso il Centro di istruzione di controguerriglia e di sovversione di Arzew nel 1957,il “quadrillage”di Trinquier e la collaborazione tra la gendarmeria e l’esercito e tra il SDCE e la Marina.Indubbiamente uno degli strumenti per eccellenza di contrasto attuati dalla Francia fu la guerra psicologica il cui artefice fu certo Larechoy ma che ebbe modo di prendere forma nel contesto delle forze armate francesi grazie a Bigeard,Godard attraverso il CHTP del Gen.Ely,attraverso il CIGP e naturalmente grazie al 5°Bureau.Se indubbiamente -da parte dell’ALN- fu compiuto un tentativo analogo di guerra psicologica e di disinformazione presso i soldati francesi-i sottoufficiali in particolare-ai quali la Francia fu presentata come la principale responsabile del terrorismo, e’ tuttavia altrettanto indubbio che in Francia l’opposizine alla guerra si manifesto’ attraverso la disubbidienza alla leva che fu certo di notevole rilevanza ed ebbe modo di prendere forma attraverso Alban Liecthi-la cui azione fu ampiamente pubblicizzata dalla CGT-,Noel Favreliere,Jean Le Meur e soprattutto Jeanson ma soprattutto attraverso periodici -quali L’Humanite’ ,Le temps des rappeles e Esprit-che esercitarono un impatto ampio e duraturo presso gli intellettuali francesi laici e cattolici.Infine,fra le molte conclusioni alle quali il saggio perviene due ci sembrano quelle di particolare rilievo:in primo luogo la battaglia di Algeri rappresentera’ un punto di riferimento fondamentale per la guerra rivoluzionaria e la guerra psicologica e in secondo luogo la delega politica al potere militare-ed in particolare a Massu e Salan-portera’ ad un ribaltamento dei ruoli tra magistratura e potere militare attribuendo a quest’ultimo un ruolo determinante in tutte le scelte politiche di rilievo.
Gagliano giuseppe
Tags: bigeard, GAGLIANO, godard, guerra psicologica, guerre psychologique, larechoy, massu, psychological warfare, salan, trinquier
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September 5, 2009 by prupitto24
Nella prima parte del volume autobiografico Bigeard ripercorre le principali tappe della battaglia di Algeri che lo vide protagonista al pari di Massu,Godard e Salan.Se il taglio interpretativo e’ certamente realistico e nazionalistico insieme ,l’autore non puo’ fare a meno di ricordare come la lotta contro l’FNL fosse letta come una lotta per l’integrita’ nazionale francese e nel contempo come una lotta per il conseguimento della liberta’ di fronte alla avanzata minacciosa del comunismo.Proprio partendo da questi assunti politici,fu svolta una accurata formazione ideologica dei militari del 3°RPC trasformadoli in breve tempo in una formazione di elite. Sotto il profilo strategico certamente preziose risultano le riflessioni dell’A.sia in relazione all’uso innovativo dell’elicottero-trasformato da Bigeard da semplice strumento logistico a strumento formidabile di ricognizione e repressione-sia in relazione alle profonde trasformazioni strategiche che la guerra sovversiva implica a cominciare dalla necessita’ di attuare un approccio anche politico e psicologico oltre che strettamente militare. L’analisi della struttura bicefala dell’FNL-politica e militare-consentira’ a Bigeard di comprendere lucidamente come la struttura verticale e orizzontale dell’FNL avesse permesso una capillare infiltrazione dei sovversivi all’interno della societa’ algerina garantendo ad essa ampio sostegno finanziario. Un altro aspetto di rilievo indicato dall’autore e’ certamente il ruolo decisivo di Saadi -sul piano militare-con l’introduzione delle bombe artigianali che contribuirono ad aumentare la pressione psicologica presso i pied noir e quello altrettanto decisivo di Ben M’Hidi sul piano politico nei cui confronti Bigeard non nascose mai il suo rispetto che fu d’altronde esplicitamente contraccambiato.Nella seconda parte -non senza una punta di autocompiacimento-l’ A. dopo aver fatto cenno ai suoi successi militari(che lo porteranno a diventare nel 1971 Generale di Divisione delle Forze francesi nell’Oceano indiano e presidente della Commissione difesa sotto Giscard d’Estaing di cui divenne amico) lamenta la progressiva caduta del prestigio internazionale della Francia determinato da una politica incerta e incoerente,da stanziamenti risibili rispetto al passato,da forze professionali che non comprendono che la scelta di indossare la divisa costituisce una vocazione e non dunque una ordinaria professione.Certo la progressiva politicizzazione delle forze di polizia rischia di intaccare l’integrita’ delle forze armate francesi che -nonostante siano prive di missili da crociera e non ricevono la dovuta attenzione da parte della classe politica- contribuiscono-grazie alla intelligence della DST e del DRM-a dare un contributo di rilievo nella lotta al terrorismo sia in Medioeriente che in Africa.
GAGLIANO GIUSEPPE
Tags: 3°RPC, Ben M'Hidi, drm, dst, fnl, GAGLIANO, Giscard d'Estaing, godard, massu, Saadi, salan
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August 27, 2009 by prupitto24
Se gia’ nei precedenti saggi l’A.-uno dei piu’ noti studiosi di intelligence e di terrorismo a livello internazionale-aveva preso in attenta considerazione la diversa tipologia dei terrorismi,adesso nella prima parte del saggio individua anche le metodologie offensive del terrorismo(le bombe,gli attentati suicidi,la presa di ostaggi),le fonti di finanziamento(illegali o meno),la loro struttura interna (sovente caratterizzata da una dimensione politica e militare),le forze estreme di terrorismo o superterrorismo che comprendono quello nucleare,biologico,chimico,il cyberterrorismo che utilizza la guerra informatica per danneggiare le infrastrutture critiche e infine il terrorismo asimmetrico.Nella seconda parte-dopo aver distinto tra le diverse tipologie di intelligence(quello di difesa,quello di polizia che si occupa di identificare gli autori potenziali,quello operativo che raccoglie informazioni utili per l’azione a livello tattico)-Baud sottolinea nel contempo l’urgenza e la necessita’ di oltrepassare l’attuale divario tra intelligence esterna e interna anche cercando di delimitare con esattezza gli ambiti operativi distinguendo tra intelligence di anticipazione,di investigazione e di documentazione. Sotto il profilo storico,il contrasto al terrorismo si e’ concretizzato ora utilizzando la tortura-esempio questo estremo di controterrorismo-dalla quale possono mutuarsi informative di discutibile credibilita’ per quanto necessarie a livello tattico-ora attraverso la delazione da parte della societa’ civile o piu’ recentemente attraverso le fonti elettromagnetiche.Ad ogni modo,non pochi rimangono i problemi per attuare una strategia di controterrorismo e antiterrorismo efficace:la quantita’ di informazioni,il loro uso e il loro coordinamento.Dopo aver passato in rassegna,alcuni dei principali strategie messe in atto dai paesi europei nel contrasto al terrorismo(l’ATCSA inglese,il TRACFIN e il CILATI francesi) Baud sottolinea come il contrasto alla eversione sia sia concretato ora nella cooperazione bilaterale tra servizi ora in quella multilaterale mentre sul piano squisitamente operativo sono state messi in campo approcci diversificati che vanno dalle eliminazioni extragiudiziali della MISTA ‘ AVARIM israeliana alla guerra dell’informazione fino alla negoziazione attraverso concessioni parziali.
Gagliano giuseppe
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August 16, 2009 by prupitto24
L’autore-proveniente dai servizi segreti svizzeri -e’ considerato uno specialista di conflitti moderni e dei metodi della guerra segreta e in questo ampio volume studia I diversi gruppi terroristici o violenti moderni analizzandone la loro struttura,gli obiettivi,le loro strategie,i metodi di finanziamento,le tecniche operative e I loro organigramma.Nella ovvia impossibilita’ di esaminare le singoli voci-data la vastita’ del saggio-prenderemo in esame I presupposti metodologici sui si costruisce il saggio.Nel corso di lunghi anni di attivita’ di intelligence,Baud ha maturato la convinzione che esista in primo luogo un legame indissolubile tra antiterrorismo e controterrorismo,in secondo luogo che esista la possibilita’ di categorizzare il terrorismo a partire da due coppie concettuali-terrorismo emozionale/razionale,terrorismo costruito sul sostegno popolare forte / debole e in terzo luogo che al di la’ delle forme specifiche attraverso le quali si manifesta(l’autore ne individua otto indicandole nel terrorismo islamico,di guerriglia,politico e di guerriglia,ecofondamentalista,antiabortista,narcoterrorista,di droit commun,di mafia e marginale)a livello di organizzazione interna questo puo’ concretarsi sostanzialmente in tre strutture: “en etoile” tipica dei piccoli gruppi,”decentralisee” caratteristica dei gruppi terroristici tradizionali e infine quella “en reseau” tipica dei gruppi terroristici moderni come Al-Quaida.In terzo luogo,se e’ vero che la collaborazione tra intelligence determina ottimi risultati-l’autore cita a tale riguardao quella tra la DST e la SVD olandase nel contrasto della Gia islamica in Francia nel 2000-e se e’ vero che certamente la Homeland americana potrebbe rappresentare una buona contromisura(per quanto la sua credibilita’ dovrebbe fondarsi su un sistema di intelligence approppiato che neanche Israele possiede), l’uso delle contromisure messe in atto dagli stati sono certamente varie e comprendono anche gli squadroni della morte di cui l’autore illustra l’ambiguita’(si pensi alla Mistavarim israeliana che opera clandestinamente nei territori occupati basandosi sul concetto di azione preventiva) o la barriera antinfiltrazione che riposa essenzialmente sulla combinazione di un dispositivo statico e dinamico(come la Linea Morice creata nel 1957).In quarto luogo,fra le innumerevoli voci inserite dall’autore, la nostra attenzione si e’ rivolta a quella dei Black Bloc che consideriamo di particolare interesse visto gli avvenimenti di Genova.Secondo Baud,questo gruppo di individui si riuniscono temporaneamente in determinate occasioni allo scopo di praticare una strategia offensiva anticapitalista di natura mista perche’ posta a meta’ strada tra il terrorismo e la guerriglia urbana servendosi naturalmente di internet con finalita’ di guerra psicologica.Inoltre e’ arduo negare l’esistenza di vincoli assai stretti tra I Black Bloc e il Dan di Seattle,il Reclaim the streets inglese e la Ruckus society californiana.
Gagliano giuseppe
Tags: black boc, controterrorismo, dst, GAGLIANO, gia islamica, guerriglia urbana, isreale, linea morice, no global, squadroni della morte., terrorismo
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August 8, 2009 by prupitto24
L’autore-uno dei piu’ illustri e autorevoli studiosi di intelligence e strategia a livello internazionale-illustra con uno stile elegante e diretto gli aspetti principali della guerra asimmetrica E’ difficile negare che uno degli aspetti di novita’ emersi dalla storia contemporanea sia in primo luogo la centralita’ dell’informazione che si manifesta travalicando le distanze,influenzando le scelte politico-militari,conferendo maggiore influenza o togliendola,manifestandosi secondo una modalita’ universale e interdipendente;il secondo elemento e’ certamente la diffusione di una violenza determinata da passioni culturali,etniche caratterizzate da spietata brutalita’.Il terzo elemento e’ relativo alla trasformazione del concetto di spazio:accanto a quello geopolitico si affianca l’infosfera dimensione per eccellenza della manipolazione,il cyberspazio nel quale l’informazione numerica circola e permette l’interazione degli attori.Ebbene l’insieme di questi due elementi determina la guerra cibernetica che puo’ prendere forma ora nel cyberterrorismo ora nella cyberpropaganda che attraverso internet consente agli attori asimmetrici di avere un contatto diretto con il pubblico completando l’azione dei media.Il quarto elemento consiste nell’approccio strategico indiretto -sorto con Sun-tzu e sviluppato dal Patto di Varsavia – finalizzato a modificare il sistema nemico.Il quinto elemento della guerra asimmetrica non consiste nella ricerca della superiorita’-come nella guerra tradizionale-ma nella conversione della superiorita’ dell’avversario in debolezza(come la guerra del Vietnam e l’Ezln provano ampiamente).Ma attraverso quali strumenti la guerra asimmetrica si manifesta?Baud ne individua ben quattro:la non violenza,la violenza politica(quella dei Black blok),il terrorismo e la guerra della informazione.Particolare interesse riveste l’analisi del terrorismo la cui proteiforme natura l ‘autore riesce a imbrigliare in una chiara tipologia:il terrorismo denominato “de droit commune” che si basa sul terrore per soddisfare degli obiettivi esclusivamente criminali (come la mafia o il narcoterrorismo),il terrorismo marginale che tenta di innestare un processo rivoluzionario ma in assenza di un assenso popolare(sovente questa tipologia si fonda sulla teoria del foco di Che Guevara) come nel caso della RAF e di ACTION DIRECTE,il terrorismo politico che pianifica la distruzione della autorita’ costituita per crearne una nuova conducendo una guerra sovversiva(p.e.l’ETA) e che indubbiamente possiede una connotazione ideologica.Particolare interesse riveste il processo rivoluzionario marxista che si costruisce a partire da fasi ben precise:la realizzazione di una base popolare attraverso la propaganda e la disinformazione volta a corrodere l’ordine sociale attraverso il sabotaggio ,la formazione militare dei militanti che comporta la distruzione degli avversari -realizzando gerarchie parallele-attraverso la guerriglia ed infine la realizzazione di una nuova struttura politica e sociale.Dopo aver individuato alcune caratteristiche di rilievo della riflessione di Guevara e Marighella,Baud si sofferma sul terrorismo di guerriglia praticato nell’ambito di una guerra di liberazione,su quello a causa unica di natura ecofondamentalista e infine il terrorismo di stato di cui fu fatto ampio uso durante la guerra fredda da parte del totalitarismo attraverso la polizia segreta.Ebbene,a questo punto ,quale strategia efficace e’ necessario utilizzare se non quella basata sulla intelligence,sulla strategia e l’azione? Sul fronte della intelligence questa si manifesta in quella di investigazione o di polizia,di documentazione e di anticipazione che costituisce la forma piu’ complessa perche’ implica la necessita’ di prendere decisioni sul futuro.Al di la’ della tassonomia,l’autore non si nasconde il fatto che la presenza di forti rivalita’ tra intelligence e esterna,superata dall’Olanda con la loro umificazione,la scarsa collaborazione tra servizi dei paesi europei e non rendera’ sempre piu’ difficoltoso attuare una strategia adatta che ad ogni modo-per essere efficace- dovra’ essere olistica perche’ dovra’ cercare di attuare una sintesi o combinazione di mezzi offensivi e difensivi,civili e militari e dunque controterroristici e antiterrostici, attraverso la guerra del sapere-p.e.lo spionaggio informativo-,la maskirovska-insieme di dissimulazione e disnformazione-,la capacita’ di influenzare (per esempio una popolazione aumentando la sua capacita’ combattiva) e la cooperazione tra i media attraverso un gentlemen ’s agreement.
GAGLIANO GIUSEPPE
Tags: action direct, amtiterrorismo, asymmetrical warfare, azione non violenta, baud, che guevara, controterrorismo, eta, GAGLIANO, guerre psychologique, guerriglia, intelligence, marighella, raf, teoria del foco.
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July 25, 2009 by prupitto24
Non c’e’ dubbio che in questo breve saggio l’autore-docente alla Universita’ di Torino e editorialista di “Repubblica”-intenda illustrare con dovizia di argomentazioni le cause che hanno progressivamente svuotato di significato la democrazia ,prendendo come punti di riferimento la tradizione libersocialista bobbiana,la riflessione di Mosca sul ruolo delle elites ma soprattutto quella americana di Calhoun,Clay e Taylor.Tuttavia-al di la’ delle critiche prevedibili e scontate visto l’orientamento ideologico dell’autore- rivolte a Berlusconi e alla amministrazione Bush-,risulta francamente sorprendente l’assenza di qualsivoglia riferimento alla tradizione anarchica sia a quella americana che a quella europea. Inoltre, l’insieme delle osservazioni critiche rivolte alle oligarchie finanziarie e industriali sovranazionali ,risultano essere francamente una mera ripetizione della tradizione socialista ottocentesca e di quella no global.Ad ogni modo,per quanto concerne il contenuto del saggio,l’autore opportunamente sottolinea che se la democrazia non persegue piu’ i suoi fini e’ lecito non parlare piu’ di democrazia,(a tale proposito Salvadori conia l’espressione di governo a legittimazione popolare passiva)soprattutto tenendo conto che questa e’ stata erosa dalla globalizzazione che ha concentrato enormi poteri nelle mani di ristrette oligarchie(portando al conseguente impoverimento di una parte consistente dei ceti medi e alla progressiva erosione della sovranita’ statuale) e dalla manipolazione mediatica pianificata che ha condotto il cittadino ad assistere passivamente alle scelte politiche riducendolo a quello di un consumatore della politica incapace di incidire attivamente e realmente .
GAGLIANO GIUSEPPE
Tags: Calhoun, Clay, GAGLIANO, liberalsocialismo, mosca gaetano, no global, socialismo, Taylor.
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July 25, 2009 by prupitto24
E’ questo il suggestivo titolo data dalla regista americana Salina al suo documentario- inchiesta che costituisce un atto di denuncia -scientificamente argomentato dalle autorevoli testimonianze di GLEICK,BARLOW,GADGIL,OLSONHAUTER,MARKS,SINGH etc-delle conseguenze nefaste della privatizzazione dell’acqua determinate dalla volonta’ predatoria delle multinazionali-quali la VIVENDI UNIVERSAL,LA SUEZ,LA RWE-THAMES,LA BECHTEL-UNITED UTILITIES-i cui profitti annuali ammontano oramai al 40% di quelli dell’industria petrolifera. Ebbene,se la societa’ civile dovesse consentire senza opporsi in alcun modo la mercificazione delle risorse mondiali idriche, “l’aqua andra’ a chi se la potra’ permettere e non a chi ne ha bisogno”.Se sotto il profilo tecnico-osserva la celebre scienziata e militante Shiva-le cause della attuale crisi idrica possono essere ricondotte alla deforestazione,alle attivita’ minerarie,alle monoculture agricole e forestali sotto il profilo ideologico le cause sono piu’ profonde e sono relative alla ideologica neoliberista che ha dato avvio alla privatizzazione delle risorse erodendo completamente i diritti dei popoli.A questa ideologia bisogna contrapporre una scala di valori completamente contraria,costruita sulla consapevolezza che l’acqua e’ un dono della natura,e bisogna usarla secondo le nostre esigenze rispettando le specie e gli ecosistemi,che l’acqua connette tutti gli esseri umani attraverso il suo ciclo e che di conseguenza comprarla o venderla per trarne profitto costituisce una gravissima violazione del diritto dei popoli ad usufruirne. Se questi presupposti ecologici saranno fatti propri dalla societa’ civile la mobilitazione permanente contro le multinazionali che ne seguira’ sara’ di tale portata da ridimensionare il potere delle multinazionali.
Gagliano giuseppe
Tags: GAGLIANO, irene salina., LA BECHTEL-UNITED UTILITIES, LA RWE-THAMES, LA SUEZ, multinazionali, neoliberismo, no global, shiva, VIVENDI UNIVERSAL
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July 23, 2009 by prupitto24
Il volume -frutto del lavoro di noti analisti strategici e storici militari-pone l’enfasi da un lato su alcuni aspetti di indubbio rilievo della intelligence italiana,nipponica,inglese e dall’altro lato pone l’accento sugli strumenti di contrasto del terrorismo e sulla importanza della guerra elettronica.
Sul fronte della intelligence italiana-PETROLA-sottolinea come durante il REGNO DI SARDEGNA le fonti di intelligence derivassero ora dalle analisi statistiche,ora dalle testimonianze degli emigrati ora infine dalle ricognizioni militari. Di fondamentale importanza-per comprendere chiaramente l’organizzazione dello spionaggio militare italiano-fu il contributo del gen.GOVONE che fu in grado di organizzare un efficiente servizio di intelligence a partire dal 1859.Questo successo fu reso possibile anche dalla lungimiranza del Ministro della Guerra LA MARMORA che,nell’aprile del 1855,emano’ una breve istruzione sulla necessita’ della intelligence e sulla indispensabilita’ di crearla secondo un criterio interforze.Tuttavia,tale legittima aspirazione,fu pienamente recepita-come sottolinea PASQUALINI-soltanto tra il 1918 e il 1925,periodo nel quale si consolido’ l’idea di una intelligence militare interforze .Proprio in questa direzione andarono le osservazioni di TATTONI-ministro degli Esteri-che nel 1919 contribui’ indubbiamente a gettare le premesse per la nascita del SIM,la cui struttura organizzativa fu tuttavia piu’ volte rivista nel corso della seconda guerra mondiale finendo per minarne l’efficienza. Paradossalmente l’attivita’ informativa militare italiana deve considerarsi piu’ organica e unitaria durante i primi anni del novecento,periodo nel quale-rileva CAPPELLANO-lo spionaggio fu centralizzato nell’UFFICIO I e nelle sue fondamentali ramificazioni periferiche(alludiamo all’Ufficio Scacchiere Orientale,Occidentale e Coloniale).Il contributo dato alla guerra elettronica dall’Inghilterra durante il primo e il secondo conflitto mondiale,fu assolutamente decisivo-sottolinea SANTONI-per lo sviluppo della SIGINT attuale.Infatti la STANZA 40 della Royal Navy-che fra l’altro consenti’ la corretta interpretazione del telegramma Zimmermann nel 1917-e la realizzazione di ULTRA nel 1939 presso BLETCHLEY PARK-grazie al quale fu possibile decifrare i messaggi della macchina crittografica tedesca ENIGMA-,costituiscono due pietre miliari della guerra elettronica.A tale proposito-TANI-osserva che durante la cold war l’uso della guerra elettronica raggiunse il proprio apice.Sia sufficiente riflettere sulla guerra del Vietnam- nella quale gli Usa si servirono con successo di RWR,ECM di nuova generazione,di missili anti-radiazione e veivoli specializzati denominati WILD-WEASEL-,sul conflitto arabo-israeliano del 1973 durante il quale Israele si servi’ di avanzate tecniche di inganno ECM RANGE GATE PULL OFF(che resero inutilizzabili i missili egiziani antinave STIX) e infine su quello con il Libano nel quale Israele distrusse l’intera difesa aerea siriana attraverso l’impiego combinato di mezzi di scoperta ESM,RPV,di missili guidati ZEEV portando in tal modo a termine una operazione NETWORKCENTER ante-litteram.Al di la’ della complessa articolazione della intelligence cinese-oggetto del saggio di MINI-e’ opportuno individuare alcune linee guida di rilievo.In primo luogo,la sicurezza dello stato cinese si costruisce sull’attivo coinvolgimento della societa’ civile sia nel settore della intelligence che in quello della counter-intelligence.Coinvolgimento reso possibile dalla piena compenetrazione tra il partito comunista e lo stato che si concretizza anche attraverso le unita’ di lavoro,i capi villaggio e i capi fabbrica.Tuttavia,allo scopo di realizzare un controllo sempre piu’ ampio della societa’,anche il partito possiede una serie di organismi di intelligence autonomi rispetto a quelli istituzionali.Sotto il profilo operativo,lo spionaggio cinese opera all’interno grazie all’uso della delazione,della tortura mentre all’esterno anche attraverso canali informali quali gli studenti, le agenzie di viaggio e gli istituti strategici.A conclusione del saggio,MINI osserva che per i cinesi il vantaggio tecnologico americano e’ disperso e reso vano da una prospettiva strategica limitata e dalla incapacita’ di valutare le conseguenze delle informazioni.La centralita’ della intelligence ,nel contrasto del terrorismo, e’ esplicitamente riconosciuta da GORI che-dopo una breve sinossi delle principali scuole di pensiero antiterroristiche(l’autore-a tale riguardo- scarta la soluzione di DERSHOWITZ ritenendola troppo radicale),sottolinea la grande utilita’ della strumentazione denominata ASAP messa a punto dalla RAND e altresi’ rileva l’indipensabilita’ di una collaborazione euro-americana possibile a patto che si comprenda la forma mentis del nemico servendosi della intelligence principalmente come strumento di prevenzione del terrorismo.Una riflessione a parte merita il saggio di VIALARDI e VIVIANI relativo al celebre caso MITROKIN.Secondo l’analitica disamina della vicenda compiuta dagli autori,emergono con nettezza alcuni punti fermi:in primo luogo appare inconsueto che un funzionario di statura mediocre quale fu MITROKIN potesse avere accesso a una documentazione cosi’ vasta e importante;in secondo luogo,appare altrettanto inusuale l’incompetenza del KGB nel consentirgli di accedere a questa documentazione senza rispettare le usuali misure di sicurezza.In terzo luogo,il contenuto dei fascicoli possiedono solo un valore storico e comunque furono certamente “ trattati” dal SIS e dalla CIA.Infine-secondo un modo di fare tipico delle farse teatrali-l’intelligence italiana e la classe politica invece di chiarire contenuti e finalita’ dei dossier,si accusarono reciprocamente di varie inadempienze contribuendo in tal modo da un alto a ingenerare maggiore confusione e dall’altro a privare di credibilta’ la documentazione di MITROKIN.
GAGLIANO GIUSEPPE
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July 22, 2009 by prupitto24
In questo ampio e documentato saggio,l’autore-noto storico tedesco-prende in considerazione la genesi,lo sviluppo e l’epilogo della Divisione Brandeburgo.Come e’ ampiamente noto nel gennaio del 1935,Canaris divenne direttore della ABWEHR e poco dopo aver siglato una serie di accordi con l’intelligence italiana-via Roatta-,con quella estone e con quella nipponica-via Oshima-,ristrutturo’ l’ ABWEHR in tre dipartimenti istituendo nel 1939-in collaborazione con il cap.von Hippel e il maggiore Magrerne-il Battaglione Brandeburgp.La sua finalita’ era quella di di attuare operazioni di ricognizione,sabotaggio e di sostegno alla avanzata della fanteria e dei reparti corazzati.Una delle prime operazioni alle quali venne destinata la Brandeburgo nel 1940, fu l’occupazione dei ponti sulla Mosa in Olanda ,l’attacco alle chiuse marittime di Newport in Belgio,il sequestro della documentazione del Deuxieme Bureau a Parigi,la distruzione delle chiuse di Folkestone e l’occupazione del porto di Weymouth. Altrettanto di rilievo furono le operazioni condotte per salvaguardare le infrastrutture petrolifere romene,per distruggere le fortificazioni campali dei partigiani titini , per l’occupazione dell’isola di Evvia nel golfo di Volos e dell’istmo di Corinto nel 1941.Sul fronte orientale,l’attacco alla fortezza di Brest-Litovski-per impadronirsi degli archivi-,l’occupazione di Lvov e l’attacco con alianti alle fortificazioni dell’isola baltica di Oesel alla fine del 1941 -con lo scopo di neutralizzare le batterie nemiche per facilitare l’attacco della fanteria-sono alcune delle operazioni piu’ significative. Sullo scacchiere mediorientale,Canaris pose in essere una Brigata araba-costituita all’interno della Brandeburgo-per pianificare operazioni in Iran,Iraq e Afghanistan allo scopo di appoggiare movimenti indipendentisti, di assicurarsi rifornimenti alimentari e petroliferi o di distruggere le raffinerie petrolifere come quella di Abadan nel giugno del 1941 con l’operazione AMINA. Di particolare interesse furono sia le missioni in India condotte con la Legione Asad Hindi-allo scopo sia di proteggere Chandra Bose sia di promuovere la sollevazione antibrittanica-sia quelle nello scenario africano- nel quale ,attraverso l’operazione THEODORA, fu compiuto un lavoro di ricognizione militare nella zona di confine tra la Libia e l’Africa centrale francese-sia infine quella in Russia attraverso l’operazione ZEPPELIN la cui finalita’ era quella di infiltrare in massa agenti nei campi di prigionia russi per svolgere attivita’ di informazione/disinformazione,di sabotaggio e di controguerriglia.A partire dal 1943,avvenne il primo importante cambiamento nella Brandeburgo determinato dal passaggio del comando al col. von Pfulstein che strutturo’la Brandeburgo in una vera e propria divisione.Sotto il suo comando,prosegui’ la campagna antipartigiana contro i Russi e contro i titini(prevenendo per esempio i possibili sbarchi nemici lungo al costa istriana nel maggio del 1944 anche attraverso operazioni anfibie).L’epilogo della Brandeburgo giunse a compimento nel settembre del 1944 quando venne assimilata sia nella divisone Panzer-nello specifico venne inclusa nel corpo d’armata Grossdeutschland-sia nelle Waffen SS al comando di Skovzeny.In conlusione,significativa sono le riflessioni amare dell’autore:mentre infatti da una parte i vertici della intelligence tedesca si misero al servizio del nemico pur di avere salva la vita ,dall’altra parte gli uomini valorosi della Brandeburgo fecero una fine drammatica concludendola loro vita o sui campi di battaglia-ne morirono tremila- o nei campi di prigionia.
Gagliano Giuseppe
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