Replica ad Alessandro Giannuzzi
L’approccio che è stato attuato non è di natura teorico-storiografica ma di natura squisitamente strategica ed affonda la sua genesi negli scritti di acclarati autori in questo contesto(quali Pisano,il Gen.Francart Loup e la Ecole du guerre economique )la cui credibilità costituisce un dato acquisito nella letteratura strategica internazionale. In secondo luogo,tale approccio interpretativo costituisce una assoluta novità nel contesto della riflessione filosofica e può comprensibilmente destare uno spiazzamento di notevole rilievo soprattutto in chi è abituato ad analizzare esclusivamente opere filosofiche. In terzo luogo, l’esiguità dello spazio dedicato alla riflessione degli autori indicati, è una scelta frutto di una decisione deliberata e determinata dalla consapevolezza di aver conseguito gli obiettivi limitati e circoscritti del volume. In quarto luogo, la saggistica utilizzata dallo scrivente per enucleare i nodi tematici relativi alla riflessione di Foucault è fra la migliore disponibile attualmente in lingua italiana(Bernini,D’Alessandro,Dreyfus-Rabinow,Sorrentino)e comunque funzionale agli obiettivi limitati del volume. In quinto luogo,lo scrivente non ha inteso contrastare le interpretazioni maggiormente note dell’opera di Foucault né offrire in poche pagine una alternativa ermeneutica di natura storico-filosofica(operazione questa semplicemente impossibile) ma ha inteso soltanto servirsi in modo certamente spregiudicato delle interpretazioni poste in essere da noti studiosi .In quinto luogo,è bene ribadire l’assoluta irrilevanza sul piano operativo delle riflessioni di Foucault(cioè l’impossibilità che queste possano effettivamente scardinare il sistema) come è bene sottolineare che ,pur consapevole dell’evidente e lapilassiano scarto metodologico tra Eribon e Miller,lo scopo dei riferimenti biografici era quello di evidenziare la contraddizione palese in Foucault tra l’antagonismo teorizzato e operato da un lato e la profonda simbiosi con le istituzioni accademiche e politiche dall’altro(contraddizione certamente frutto anche di opportunismo).Anche per quanto concerne Onfray- nonostante l’ampia fama di cui gode attualmente-le implicazioni politiche delle sue riflessioni sono di una banalità disarmante poiché non recano alcun contributo originale rispetto alla tradizione del socialismo rivoluzionario e dell’anarchismo e quindi non meritavano un approfondimento di particolare rilevanza.
Gagliano Giuseppe
Giuseppe Gagliano, Potere e antagonismo in Michel Foucault e Michel Onfray, Trento, Editrice UNI Service, 2010, pp. 44, € 10,00, ISBN 9788861786189.
June 11, 2011Problemi e prospettive dei movimenti antagonisti del Novecento Temi, strutture organizzative e modalità operative,di Giuseppe Gagliano,Editrice Uniservice,2009
February 2, 2010Nella prima parte del saggio l’autore, servendosi delle riflessioni di Vittorfranco Pisano e dei contributi della scuola della guerra psicologica francese, individua gli aspetti di rilievo dei nuovi conflitti mostrando la continuità nell’ambito delle modalità operative con la logica dei conflitti della guerra non convenzionale. Nella seconda parte, servendosi dei risultati conseguiti, l’autore analizza alcuni dei principali movimenti e organizzazioni di natura antagonista del novecento (fra i quali l’Ezln, il World Social forum, i centri sociali, il pacifismo laico e cattolico, ecc.), unitamente al alcuni indiscussi protagonisti della cultura pacifista (Gandhi, Lanza del Vasto) e della cultura libertaria (Chomsky, Zinn), mostrando l’esistenza di una profonda continuità – nonostante le differenze ideologiche – tra intellettuali e attivisti laici e religiosi nell’opposizione al sistema capitalistica, alla globalizzazione liberista, alle istituzioni militari sovranazionali. Il volume si conclude con due documenti di rilievo dell’intelligence svizzera sul movimento no global.
ALDO LISETTI,VENT’ANNI NEL SISDE,HERALD EDITORE 2008 ,EURO 20,00
January 15, 2010L’autore-generale dell’Arma e per vent’anni alto funzionario del Sisde-compie in questo saggio storico biografico una disamina della recente storia del servizio segreto italiano dalla direzione di Barrel passando attraverso quella di Finocchiaro,Salazar,Marino,Mosca,Stelo per concludere con quella di Mori alla luce di una interpretazione realistica e disincantata delle dinamiche di potere presenti all’interno della intelligence.Ebbene-al di là dei numerosi scandali del servizio segreto ora reali ora creati ad arte e al di là delle campagne mediatiche diffamatorie rivolte ora ai vari direttori ora ai funzionari del servizio segreto-emergono dal volume alcune riflessioni di grande rilievo sotto il profilo storico. In primo luogo,Lisetti pone l’enfasi sul rapporto estremamente complesso tra intelligence e classe politica,rapporto che si è concretizzato nella realizzazione di strategie volte a distruggere la credibilità del servizio (per favorire altri organismi) o a determinare lotte fratricide tra apparati di intelligence in un’ottica di potere. In secondo luogo,l’autore non può fare a meno di stigmatizzare il modus operandi della classe politica verso l’intelligence alla quale impone limiti e regole dai quali e dalle quali si sente esonerata. Una classe politica che condiziona pesantemente le scelte strategiche del direttore del servizio segreto che altro non è che una sorta di marionetta in mano ai “pupari”di turno.In questo contesto politico di intrinseca instabilità,diventa arduo portare a compimento una pianificazione di lungo periodo volta a contrastare efficacemente il terrorismo e la criminalità organizzata. A tale proposito,Lisetti non può fare a meno di sottolineare il rilevante contributo del Sisde sia durante la direzione di Finocchiaro(con l’operazione Gree ice svolta in collaborazione con la Dea americana che porterà all’arresto del più noto esponente del narcotraffico internazionale Duràn) sia durante quella di Salazar con l’operazione Tris volta a smantellare con successo il traffico di droga.A conclusione del volume,l’autore dopo aver sottolineato le proprie perplessità in relazione alla relazione Jucci sulla riforma dei servizi, esprime da un lato il proprio plauso per l’attuazione della recente riforma(che il mondo della intelligence attendeva da trent’anni)dall’altro lato ne sottolinea alcuni limiti fra i quali l’irrisorio lasso di tempo stabilito per il mantenimento del segreto di stato e l’eccesso di controllo politico che agevola la dispersione informativa facendo venire meno la necessaria riservatezza.
Gagliano Giuseppe
ANDREA PANNOCCHIA-FRANCO TOSOLINI GLADIO.STORIA DI FINTI COMPLOTTI E DI VERI PATRIOTI,GINO ROSSATO EDITORE ,2009,EURO 19,00
January 13, 2010In questo ampio e documentato saggio storico-che costituisce una sorta di naturale completamento rispetto a quello del Gen.Inzerilli “La vittoria dei gladiatori”-gli autori ricostruiscono la genesi della stay behind italiana e il suo ruolo nel contesto della guerra fredda parallelamente alla disamina analitica della campagna di intossicazione giudiziaria prima e giornalistica poi volta a screditare e criminalizzare stay behind.Quanto tangibile –e dunque reale-fosse il pericolo della invasione comunista in Italia,lo dimostrano in primo luogo l’istituzione del III Corpo dei Volontari della Libertà sorti nel 1947 e trasformati in seguito –nel 1950-sotto la direzione del sottocapo dello SME Gen.Maranini in Organizzazione “O” o Osoppo ,reparto militare occulto la cui finalità era quella di arrestare l’eventuale avanzata titina attraverso la controguerriglia,il sabotaggio e la guerra psicologica(nell’ottobre del 1953 sarà attivata a seguito della crisi politica italo-jugoslava);in secondo luogo la nascita del progetto politico-militare Atlantici d’Italia sorto nel ’50 ad opera di Scelba e Sforza e coordinato dal Gen.Pièche e da Sogno e in terzo luogo l’adesione italiana al Piano Demagnetize-sorto nel contesto americano del Psychological Strategy Board organismo di coordinamento sorto ad opera di Truman-che prevedeva il rafforzamento della legislazione italiana in materia di sicurezza militare con l’installazione di basi militari americane su territorio italiano.In quarto luogo,la rilevanza dell’impegno anticomunista si concretizzò nella fondazione nel 1953 di Pace e Libertà,organismo diretto da Sogno e strettamente legato al dicastero della Difesa e degli Interni,il cui scopo era quello di condurre una capillare guerra psicologica contro i comunisti allo scopo di demoralizzare i militanti e screditare i vertici del partito attraverso l’affissione massiccia di giornali murali.L’elezione di Gronchi-membro della sinistra democristiana-alla Presidenza della Repubblica decretarono la graduale ed inesorabile fine –nel 1958-dell’organismo di intelligence di Sogno. Tuttavia,l’architettura anticomunista atlantica trovò il suo perfezionamento solo con la realizzazione in tutta Europa di organismi segreti paramilitari denominati stay behind volti alla realizzazioni si azioni di controguerriglia e guerra psicologica al fine di destabilizzare le forze di invasione. Queste strutture furono attentamente pianificate prima nel contesto dell’NSC-tra il ’48 e il ’54- e poi nel contesto della Cia portando in tal modo alla realizzazione dell’Office Special Projects(il cui scopo era quello di gestire con discrezionalità le reti stay behind)e del Clandestine Planning Commitee sorto nel 1951 al quale aderì il direttore del Sifar Gen.Broccoli nel 1952 .Nell’agosto del 1956 venne individuato Capo Marrargiu quale sede del Centro Addestramento guastatori e qualche mese dopo Sifar e Cia perfezionarono la loro collaborazione in vista di una più attenta pianificazione strategica e tattica.Naturalmente le finalità complessive della struttura erano quelle di attuare- là dove fosse necessario-operazioni di esflitrazione,sabotaggio e controguerriglia potendo contare su una struttura operativa bifronte costituita da Unità operative(concentrate geograficamente nel Friuli,nella Lombardia e nel Veneto) e da nuclei con il compito di operare ad invasione avviata.Se numerose furono le ristrutturazioni organizzative la più rilevante-soprattutto nel contesto della guerra psicologica- fu quella attuata da Inzerilli tra il 1974 e il 1986 .Dopo lo scioglimento avvenuto ad opera del direttore del Sismi Amm.Martini nel 1990-scioglimento cagionato dalle mutate condizioni geopolitiche- stay behind fu oggetto di una violenta persecuzione giudiziaria e mediatica avvallata dalla sinistra governativa che poté essere superata grazie all’appoggio decisivo di Cossiga,grazie alla sentenza della Corte costituzionale relativa alla piena legittimità giuridica dell’organizzazione e infine grazie alla risolutezza dei volontari stay behind-fra i quali Gironda e Mathieu-che diedero vita alla Associazione italiana volontari Stay Behind sorta anche per “promuovere una pedagogia democratica all’insegna della riconquista di quel filo che recuperi la memoria storica nella sua realtà”.
Gagliano giuseppe
GIORGIO FREDA,LA DISINTEGRAZIONE DEL SISTEMA,EDIZIONE AR,RISTAMPA ANASTATICA 2005
January 10, 2010Scritto originariamente nell’agosto del 1969 durante la riunione del comitato di reggenza del Fronte Europeo Rivoluzionario,costituisce un vero e proprio manifesto politico e metapolitico della destra radicale. Se la finalità ultima dello scritto era quella di affermare la necessità della disintegrazione del sistema capitalistico attraverso l’eversione-al di fuori dei vili compromessi della destra missina ed entrista-,attraverso l’esasperazione delle contraddizioni del sistema di potere borghese accelerandone in tal modo il declino inevitabile e se il modello di soldato indicato da Freda era quella di volta in volta del terrorista palestinese,del vietcong e del guerrigliero latino-americano,i bersagli di questa guerra ideologica non potevano che essere da un lato lo stato borghese e socialista e dall’altro lato l’Europa dei mercanti .Non è infatti all’Europa sovietizzata o americanizzata -quella derivata storicamente dall’illuminismo,dal giacobinismo-che bisogna rivolgersi ma ad un’Europa da costruire,di là da venire.Quanto allo stato democratico-borghese la critica impietosa e radicale insieme compiuta dall’autore riprende ora esplicitamente o implicitamente i rilievi marxiani(là dove l’autore sottolinea-per esempio-l’ossessione consumistica alimentata ad arte dallo stato capitalistico e determinata dalla centralità della dimensione economica su quella spirituale analoga a quella dello stato socialista,centralità che trasforma per esempio lo sport in uno strumento narcotizzante per le masse)e quelli platonico-hegeliani sotto il profilo metapolitico mentre sotto il profilo strettamente politico il richiamo all’esperienza totalitaria maoista e nazi-fascista appare evidente là dove Freda pone l’enfasi sulla necessità della programmazione economica,sulla necessità di realizzare una sola banca di stato,sulla eliminazione di una scuola intellettualistica che andrà al contrario sostituita con una in grado di formare l’individuo secondo l’esigenza produttiva dello stato popolare,là dove ritiene necessaria la programmazione delle nascite e la sopressione dei tribunali ordinari da sostituire con quelli popolari che-dal punto di vista sanzionatorio-prevederanno la pena di morte e i lavori forzati,là dove infine -seguendo l’esperienza del socialismo rivoluzionario-indica nella milizia popolare l’alternativa agli eserciti attuali.La dimensione metapolitica del saggio emerge con chiarezza allorché l’autore sottolinea-seguendo la lezione di Platone e di Hegel(massimi teorici -secondo l’interpretazione popperiana-dello stato organico)- come gli individui non abbiano valore alcuno se non come uomini-membri dello stato e là dove sottolinea come lo stato-autenticamente inteso- non abbia che una dimensione spirituale e sacra .
gagliano giuseppe
MASSIMO TEODORI,CLERICALI,LONGANESI 2009
January 4, 2010Non c’è dubbio che il volume di MassimoTeodori costituisca un saggio ispirato da una profondo phatos laicista che trova nelle riflessioni siloniane-“laicismo è essenzialmente rivendicazione di autonomia,libertà e responsabilità della coscienza contro ogni dirigismo statale o chiesastico”- e in quelle del Mondo di Pannunzio- secondo il quale la chiesa-ed in particolare i gesuiti- intende per laicità statale quella in virtù della quale lo stato dovrebbe essere uno strumento secolare della chiesa-la sua espressione più chiara e lucida.Il saggio ripercorre, sotto il profilo storico, alcune delle principali iniziative politiche e culturali insieme che hanno consentito l’affermazione nel nostro paese della cultura laica e ,fra queste,la legge del maggio 1974 a favore del divorzio(voluta dal socialista Fortuna,dai cattolici di sinistra,dalla Lid,dalla Uil ma soprattutto dalle iniziative di Pannella) e quella del maggio del 1978 a favore della depenalizzazione dell’aborto alla quale si giunse grazie al deciso contributo del Cisa,dei socialsiti,dei radicali ma anche grazie al sostegno di Scalfari allora alla guida dell’Espresso.In entrambi i casi-al di là della scontata avversione della Chiesa e dell’Msi-emerge dal saggio la posizione ondivaga dei vertici del Pci più interessati a consolidare il compromesso storico con la Dc che a contribuire alla secolarizzazione del nostro paese. Ebbene- di fronte alle problematiche bioetiche legate ora alla legge 40,ora ai Pacs e ai Dico- l’offensiva clericale –osserva polemicamente l’autore-ha ripreso vigore trovando da un lato alleati insospettabili in Pera,Ferrara,Quaglierello( veri e propri esponenti dell’ateismo devoto) e dall’altro nella frammentazione politica dei cattolici,nel protagonismo da “caudillo capriccioso” di Pannella ,nel cripto-clericalismo di Forza Italia le ragioni della debolezza del fronte laico che-nel corso del tempo-si è andato progressivamente sfaldando consentendo al contrario il rafforzamento delle iniziative politiche di Ratzinger e Ruini e di quella vasta coalizione di organizzazioni religiose-quali Cl,l’Opus dei,i Focolarini-che sono state in grado di raccogliere ampi e trasversali consensi sia nella società civile che nella classe politica. L’assenza di una forza politica laica ampia e coesa ha determinato la rinascita del clericalismo e ha impedito di conseguenza ad autorevoli protagonisti della società civile-quali Veronesi,il gruppo Coscioni-di poter incidere realmente sulle scelte politiche.
Gagliano Giuseppe
FRANCESCO RAPARELLI,LA LUNGHEZZA DELL’ONDA,PONTE ALLE GRAZIE 2009 EURO 12,60
December 26, 2009L’autore -ricercatore presso il Dipartimento di Filosofia della Università di Firenze-è uno dei più significativi allievi di Negri(è infatti redattore di Posse e attivista no global) e nel saggio appena edito -oltre a elogiare il movimento no global internazionale e nazionale, a farsi difensore della svolta bertinottiana pro movimenti sociali e a difendere le istanze ideali e le modalità operative delle Tute biamche,del Dan genovese e dell’Onda romana-compie una lettura della realtà sociale utilizzando proprio la categoria di moltitudine negriana e la riflessione di Deleuze mentre analizza la meccanica del sistema economico capitalistico servendosi sia dei principali paradigmi terorici marxiani sia delle analsi storico-economiche di Christian Marazzi.Dopo aver formulato una condanna senza appello della riforma universitaria della Gelmini-come d’altra parte delle proposte liberiste di Perotti e Panebianco-,l’autore da un lato ripropone la necessità di costituire una democrazia alternativa a quella rappresentativa e dall’altro lato addita implicitamente nella università del maggio francese l’unica alternativa percorribile-rispetto all’università attuale- per la sinistra antagonista.
GAGLIANO GIUSEPPE
ISABELLE SOMMIER,LA VIOLENZA RIVOLUZIONARIA,DERIVE E APPRODI,2009,EURO12,00
December 26, 2009L’autrice-direttrice del Centro di ricerche politiche della Sorbona-è considerata una delle più autorevoli studiose francesi dei movimenti antagonisti e del terrorismo di sinistra del novecento.Se lato l’autrice considera di fondamentale rilievo gli studi sociologici tarrawiani- pur distanziandosene soprattutto per la sostanziale ambiguità semantica e teorica del concetto di ciclo di mobilitazione (servendosi dei rilievi critici di Neveu)-dall’altro lato ritiene opportuno definire preliminarmente sia il concetto di violenza politica mutuato da Gurr (“attacco collettivo compiuto all’interno di una comunità politica,rivolto contro un regime politico,i suoi membri e le sue pratiche”) sia quello di violenza terroristica(“l’esercizio di una violenza cieca con un forte impatto mediatico che colpisce la popolazione civile,seguendo un principio di distinzione tra vittime e obiettivi”).Ebbene,il nodo tematico centrale del saggio, consiste nella individuazione di costanti sociologiche tra i movimenti antagonisti europei – tedesco,francese e italiano- del sessantotto e del settanta-e quelli omologhi in Giappone e Stati Uniti,raffronto che le consente di sottolineare come la radicalizzazione dei movimenti fu determinata dalla repressione,dalla nascita dei contromovimenti(favoriti inplicitamente o esplicitamente dal sistema) e dalla concorrenza tra organizzazioni.Infine,riveste un significato particolare l’ultimo capitolo, nel quale la Sommier riconosce sia l’efficacia dei dispositivi repressivi messi atto-in particolare si sofferma su quelli italiani-sia il ruolo determinante svolto dai pentiti e dai dissociati nello smantellamento dei movimenti terroristici.
GAGLIANO GIUSEPPE